Cos'è la tricopigmentazione?

Cos’è la tricopigmentazione?

Gli uomini e il trucco permanente è un connubio che negli ultimi anni sta diventando sempre più forte. Non sono più solo le donne che si sottopongono a trattamenti estetici per curare inestetismi di labbra, occhi e sopracciglia. Gli uomini hanno scoperto che la tricopigmentazione è una buona soluzione al problema della calvizie, ma sono anche in tanti coloro che ricorrono alla dermopigmentazione per migliorare l’aspetto delle sopracciglia.

La tricopigmentazione è un trattamento di micropigmentazione cutanea, utilizzata per simulare la presenza di capelli nel cuoio capelluto. A differenza di un comune tatuaggio, si effettua con particolari macchinari studiati appositamente per lavorare in una zona delicata come il capo. I pigmenti vengono depositati esclusivamente in una zona superficiale della cute, a differenza di quanto avviene per i comuni tatuaggi. Esistono tre tipologia di tricopigmentazione:

Effetto rasato: un operatore esperto può riuscire a riprodurre perfettamente l’effetto di un taglio di capelli rasato. Non vi è l’effetto tridimensionale. È adatto ai soggetti con alopecia molto diffusa.

Effetto densità: questo tipo di trattamento è adatto a chi vuole portare capelli di media lunghezza. Va ad eliminare il contrasto con il cuoio capelluto chiaro, laddove i capelli risultano più radi.

Correzione cicatrici: i capelli non ricrescono naturalmente in quelle zone in cui vi siano cicatrici dovute a incidenti e interventi chirurgici. Questa tipologia di intervento mira a ridurre il contrasto cromatico tra una zona di pelle senza peli e il cuoio capelluto.
Il trattamento di tricopigmentazione richiede all’inizio fino a 3 sedute. L’effetto copertura desiderato si ottiene in modo graduale. Vanno comunque effettuati dei richiami 1-2 volte l’anno affinché venga ravvivato il colore. Col passare del tempo, infatti i pigmenti vengono riassorbiti e tendono a sbiadirsi.

Abbiamo già parlato del sempr epiù largo utilizzo del trucco permanente in campo medico. L’uomo che ricorre alla dermopigmentazione su sopracciglia, lo fa fondamentalmente per due motivi: migliorare lo sguardo, ottenendo una maggiore armonia facciale; coprire inestetismi causati da alopecia o incidenti.

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Tricopigmentazione

TRICOPIGMENTAZIONE

DI COSA SI TRATTA

La tricopigmentazione è un trattamento specifico per il cuoio capelluto e ricrea l’effetto dei capelli in vari modi in base a specifiche esigenze. Per essere più chiari: tramite il dermografo (lo stesso strumento che si usa per il trucco permanente) si realizzano micro peli nelle aree dove ci sono capelli ma si nota un diradamento minimo o più evidente che si intende mascherare; oppure si simula l’effetto del capello rasato tramite micro puntini nei casi di calvizie. Questi sono solo due esempi della possibile applicazione della tricopigmentazione ma il suo impiego è più vasto. Può intervenire laddove per ragioni quali alopecia, cicatrici, terapie o trapianti di capelli essi vengano a mancare parzialmente o completamente.

COME SI REALIZZA LA TRICOPIGMENTAZIONE

Come già accennato in precedenza, lo strumento di realizzazione della tricopigmentazione è il dermografo. Manipolo al quale si applicano aghi molto sottili in grado di “disegnare” peli, capelli e puntini estremamente sottili e realistici. I pigmenti sono bioriassorbibili e così come avviene per il trucco permanente, anche un trattamento di tricopigmentazione necessita di un periodico ritocco che va certamente valutato con il proprio operatore.

TRICOPIGMENTAZIONE COME ALTERNATIVA AL TRAPIANTO?

Sempre più diffuso, il trattamento di tricopigmentazione riscuote molto successo rispetto al trapianto di capelli, per la tenuità della sua pratica. E’ noto che il trapianto con tecniche FUT e FUE è piuttosto invasivo e lascia cicatrici evidenti sulla nuca. Tali cicatrici sono spesso vissute come un inestetismo inaccettabile e traumatizzante. Ecco perché la tricopigmentazione viene vissuta in modo più sereno e quindi, preferita.

QUANTE SEDUTE SONO NECESSARIE?

Il numero di sedute è variabile e una consulenza che analizzi l’entità dell’intervento potrà specificare un iter personalizzato. Certamente 2 sedute sono la base per la completezza di un lavoro ma a questo dato possono sicuramente aggiungersi altre applicazioni. Dipende dall’ampiezza dei settori da trattare e quanti di essi sono interessati. Successivamente, a distanza di 40 giorni sarà necessaria la seduta di rinforzo. Vista la variabilità del trattamento, eventuali altre applicazioni saranno valutate a seconda della necessità.